L'abbronzatura d'Atleta: Quali Benefici


L’abbronzatura dell'atleta è caratterizzata da una abbronzatura della pelle solo dove non copre l'abbigliamento sportivo, a volte caratterizzata da una netta separazione tra collo, braccia e gambe che dividono le zone scure da quelle chiare. C’è chi se ne fa un vanto per l’appartenenza alla categoria degli sportivi e chi invece anche con 40 gradi si allena con gambe e braccia coperte. Esiste una provata correlazione tra vitamina D, melanina, calcio, sole e prestazione atletica. Proviamo a parlarne.

La melanina è un pigmento contenuto nella pelle che ha la funzione di proteggerla dalle radiazioni solari UVA e UVB in caso di esposizione prolungata. In base alla carnagione o fototipo ci sono individui che ne hanno di più come le persone di colore e chi invece ne hanno molto meno come i biondi o popolazioni del nord. Quindi geneticamente siamo già protetti da eventuali sovraesposizioni ma l’applicazione di creme protettive potrebbe prevenire eventuali lesioni.

La vitamina D è un ormone steroideo, è costituita da diverse parti D1…D5, esistono forme attive e attivabili da processi metabolici. Parte della vit. D è assunta attraverso il cibo come il pesce e cereali ma la maggior parte fino al 90% è prodotta dalla pelle attraverso le radiazioni solari e precisamente dai raggi ultravioletti (UVB). La funzione della vit. D è fondamentale, è quella di riassorbire il Calcio a livello renale.
Il calcio è uno dei quattro minerali (Sodio, magnesio, Potassio) la cui carenza sotto certi limiti è incompatibile con la vita. La regolazione del calcio è controllata dalla tiroide col paratormone e dalla calcitonina. I depositi di calcio sono contenuti nelle ossa e quando è in eccesso viene liberato attraverso l’urina.

Attraverso l’attività fisica, specie in estate, è facile perdere diversi litri di acqua attraverso la sudorazione da cui ne consegue una perdita importante di calcio dell’ordine della quantità contenuta in un bicchiere di latte o forse più. Perso il calcio, riassorbirlo e depositarlo non è altrettanto semplice, grazie all’intervento di una adeguata quantità di vitamina D si riesce a riequilibrare la relativa quantità.

Il calcio è contenuto nelle ossa che fanno da deposito e in caso di carenza o eccesso, si mobilità riversandosi nel sangue, la densità nelle ossa aumenta perché stimolata grazie all’esercizio fisico come può essere il running. Il calcio è un antagonista del magnesio come il sodio col potassio. Una carenza di calcio può alterare la quantità di magnesio con le relative conseguenze. Ancora più importante per uno sportivo è che il calcio partecipa alla contrazione muscolare tra le fibre sia scheletriche che cardiache, una sua carenza a livello muscolare può essere oggetto di sintomi quali crampi, contratture, spasmi involontari (fibromialgia, spasmofilia).

Esporsi al sole migliora l’umore perché stimola ormoni quali la serotonina che è fortemente coinvolta con stati depressivi. La luce del sole stimola la ghiandola pineale che regola il ritmo sonno-veglia e solo chi pratica sport sa cosa vuol dire dormine bene con un buon sonno ristoratore grazie alla produzione di serotonina, diversamente la seduta di allenamento sarebbe una sofferenza atroce.

Recenti studi hanno dimostrato come quantità adeguate di vitamina D ottimizzano il rapporto massa magra - massa grassa, è come se riducesse la quantità di grasso promuovendo l’ipertrofia muscolare con la relativa espressione di forza, in medicina definire la vitamina D come uno steroide anabolizzante non è scorretto.

Quindi per farla breve quando il tempo permette, conviene esporsi al sole con le dovute cautele perché sicuramente ne giova la performance, riduce l’insorgenza di traumi da sovraccarico, migliora la qualità del sonno e ne guadagna l’umore.