La corsa è un susseguirsi di movimenti ciclici dove ogni arto che poggia a terra è considerato come un bastone a molla (giocattolo pogo-stick), quindi la falcata non è una spinta ma è un balzo in avanti, nella fase di appoggio per una serie di attriti e forze in gioco si riutilizza parte dell'energia frenante in modo elastico per il "balzo" successivo. Quanto più si sfrutta questa capacità, tanto più migliora la Running Economy, di fatto a velocità costante l'energia consumata ad ogni falcata correlata al VO2 serve per integrare solo quella dispersa che va a sommarsi a quella riutilizzata. Chi è ben allenato, tecnicamente efficiente ed efficace sa sfruttare a fondo questa caratteristica muscolare.

La fase di contatto al suolo tecnicamente è divisa in tre fasi:

- Touch Down, (ammortizzazione) è il momento in cui il piede tocca terra, le forze in gioco rallentano il centro di massa. La molla del pogo-stick si accorcia e si carica di energia cinetica.

- Full Support, (sostegno) il centro di massa è perpendicolare all'appoggio del piede, la proiezione sul piano laterale vede lo scambio degli arti inferiori. E' ben evidente la flessione dell'anca dell'arto avanzante che anticipa l'estensione dell'anca e del ginocchio dell'arto controlaterale. La molla del pogo-stick è in massima compressione col più alto potenziale di energia cinetica accumulata, pronta ad estendersi.

- Toe off, (Estensione e Spinta) l'arto arretrato estende l'anca così come il ginocchio, il piede si estende grazie alla mobilità articolare della caviglia per esprimere forza all'avanzamento. La molla del pogo-stick si estende liberamente rilasciando l'energia accumulata che va a sommarsi a quella di spinta.

Le tre fasi creano un movimento del centro di massa sul piano sagittale di tipo sinusoidale, il ciclo si completa con la fase di Volo (MVP) e Distensione del ginocchio avanzante (Strike).

Così come esiste una traslocazione in avanti, c'è una inevitabile componente oscillatoria sulla verticale dove i più moderni strumenti inerziali a corredo degli atleti (Garmin hrm-Tri, hrm-Run,...) lo rilevano col nome di oscillazione verticale (Garmin Connect). Questo valore deve essere quanto più contenuto possibile perchè rappresenta dispersioni di forza, quindi di energia non riutilizzabile.

La fase di contatto al suolo del piede, è un momento frenante che per gli addetti ai lavori e per centinaia di studi è stato oggetto di interesse con tanto di "lente di ingrandimento" e analisi in slow motion. Gli atleti evoluti e tecnicamente perfetti (senza saperlo) riescono a ridurre le forze frenanti d'appoggio facendo tre cose fondamentali ed è tanto più vero all'aumentare della velocità e per tempi di contatto del piede a terra quanto più contenuti.   

- estendono di più l'anca nella fase di spinta con una efficace estensione del piede

- appoggiano più vicino al centro di massa

- oscillano sulla verticale il meno posibile

L'appoggio di tallone è tecnicamente utilizzato dall'80% dei runners e le evidenze scientifiche sono contrastanti sull'appoggio corretto. L'utilizzo di scarpe a drop contenuto con una forzatura della tecnica di corsa di mesopiede potrebbe far insorgere infortuni in atleti veterani senza un piano di adattamento lento, graduale e a lungo termine. Piuttosto bisognerebbe spostare l'interesse. Va ricercato il contenimento del costo energetico riducendo l'oscillazione verticale. Tra i ricercatori sembra esserci un accordo, l'accorciamento del punto di appoggio tra la distanza della punta del piede e il centro di massa identificabile poco sopra il trocantere potrebbe ridurre le forze di dispersione migliorando lo stile di corsa con una ricercata riduzione dell'oscillazione verticale e dell'angolo di contatto del piede a terra.

In parole povere accorcia l'appoggio, spingi bene nella fase di spinta, a parità di velocità aumenta la frequenza del passo se ti è utile e usa bene le braccia per compensare le forze torsionali. Probabilmente migliorerà anche l'angolo del piede nella fase di appoggio.

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(Blickhan, 1989) The spring-mass model for running and hopping

(Sinclair, 2018) Acute Effects of Barefoot and Minimalist Footwear on Medial Tibiofemoral Compartment Loading During Running: A Statistical Parametric Mapping Approach

(Tam et al, 2016) Individual Responses to a Barefoot Running Program: Insight Into Risk of Injury

(Fletcher et al, 2008) Pose Method Technique Improves Running Performance without Economy Changes

(Kulmala et al, 2018) Running in highly cushioned shoes increases leg stiffness and amplifies impact loading